Il licenziamento per allontanamento o abbandono del posto di lavoro. Motivi di impugnazione, rimedi e tutela

Il lavoratore che si rende protagonista di allontanamento o abbandono del posto di lavoro rischia il licenziamento.

Negli ultimi anni numerose sono state le pronunce giudiziarie in materia.

Nonostante l’allontanamento (o abbandono) costituisca comportamento estremamente grave del dipendente, esistono diversi motivi che possono essere utilizzati per impugnare un licenziamento di questo tipo.

Tali rimedi, tuttavia, di frequente non sono conosciuti né dal lavoratore né dal datore di lavoro.

Ciò porta il datore di lavoro ad intimare licenziamenti spesso avventati, con il rischio che possano poi essere dichiarati illegittimi in sede giudiziaria, con notevoli conseguenze economiche, tali da minacciare la stessa sopravvivenza dell’impresa.

Il lavoratore, dall’altra parte, alle volte rinuncia ad impugnare il licenziamento, pensando che non esistano rimedi idonei a neutralizzare il provvedimento espulsivo; in altri casi, invece, egli contesta il licenziamento, ma senza sfruttare appieno gli strumenti che l’ordinamento giuridico gli riconosce.

La materia, di per sé non semplice, è stata resa ancor più complessa dalla recente riforma Fornero, la quale ha apportato rilevanti cambiamenti alla disciplina, soprattutto per quanto riguarda la tutela spettante al lavoratore.

Di qui l’esigenza della presente guida, dal taglio estremamente pratico, il cui scopo è quello di fungere da punto di riferimento per quanti, datori di lavoro o lavoratori, hanno la necessità di intimare un licenziamento per allontanamento (o abbandono del posto di lavoro) o difendersi da esso.

Di seguito vengono elencati gli argomenti trattati:

  1. Tipologia e caratteristiche del licenziamento per allontanamento o abbandono del posto di lavoro.
  2. Introduzione al procedimento disciplinare, al licenziamento per giusta causa ed al licenziamento per giustificato motivo soggettivo.
  3. Il licenziamento per allontanamento o abbandono del posto di lavoro nel contratto a tempo indeterminato.
  4. Il licenziamento per allontanamento o abbandono del posto di lavoro nel contratto a tempo determinato (o a termine).
  5. Casistica relativa al licenziamento per allontanamento o abbandono del posto di lavoro.
  6. Motivi di impugnazione del licenziamento per allontanamento o abbandono del posto di lavoro (39 rimedi suggeriti).
  7. Dimensioni del datore di lavoro ai fini del licenziamento per allontanamento o abbandono del posto di lavoro.
  8. Tutela prevista in caso di illegittimità del licenziamento per allontanamento o abbandono del posto di lavoro e conseguenze per il datore di lavoro.
  9. Come contestare il licenziamento per allontanamento o abbandono del posto di lavoro (impugnazione stragiudiziale).
  10. Il tentativo di conciliazione facoltativo.
  11. La richiesta di arbitrato.
  12. Il ricorso dinanzi al Giudice del Lavoro (impugnazione giudiziale).
  13. Adempimenti a carico del datore di lavoro e del lavoratore, successivi al licenziamento per allontanamento o abbandono del posto di lavoro.

Tutto questo viene analizzato nella presente guida, realizzata con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, sulla base delle esperienze maturate sul campo.

Numerosi sono i precedenti giudiziari citati, i casi pratici, i riferimenti normativi e le note a corredo.

La guida costituisce un’opera unica nel suo genere, non essendo presente nulla di simile nell’intero panorama editoriale.

Essa si rivolge sia al lavoratore che al datore di lavoro.

In particolare il lavoratore potrà …

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Il licenziamento per assenza ingiustificata. Motivi di impugnazione, rimedi e tutela

Il lavoratore che si rende protagonista di assenza ingiustificata rischia il licenziamento.

Negli ultimi anni numerose sono state le pronunce giudiziarie in materia.

Nonostante l’assenza ingiustificata costituisca comportamento estremamente grave del dipendente, esistono diversi motivi che possono essere utilizzati per impugnare un licenziamento di questo tipo.

Tali rimedi, tuttavia, di frequente non sono conosciuti né dal lavoratore né dal datore di lavoro.

Ciò porta il datore di lavoro ad intimare licenziamenti spesso avventati, con il rischio che possano poi essere dichiarati illegittimi in sede giudiziaria, con notevoli conseguenze economiche, tali da minacciare la stessa sopravvivenza dell’impresa.

Il lavoratore, dall’altra parte, alle volte rinuncia ad impugnare il licenziamento, pensando che non esistano rimedi idonei a neutralizzare il provvedimento espulsivo; in altri casi, invece, egli contesta il licenziamento, ma senza sfruttare appieno gli strumenti che l’ordinamento giuridico gli riconosce.

La materia, di per sé non semplice, è stata resa ancor più complessa dalla recente riforma Fornero, la quale ha apportato rilevanti cambiamenti alla disciplina, soprattutto per quanto riguarda la tutela spettante al lavoratore.

Di qui l’esigenza della presente guida, dal taglio estremamente pratico, il cui scopo è quello di fungere da punto di riferimento per quanti, datori di lavoro o lavoratori, hanno la necessità di intimare un licenziamento per assenza ingiustificata o difendersi da esso.

Di seguito vengono elencati gli argomenti trattati:

  1. Nozione di assenza giustificata e ingiustificata.
  2. Tipologia e caratteristiche del licenziamento per assenza ingiustificata.
  3. Introduzione al procedimento disciplinare, al licenziamento per giusta causa ed al licenziamento per giustificato motivo soggettivo.
  4. Il licenziamento per assenza ingiustificata nel contratto a tempo indeterminato.
  5. Il licenziamento per assenza ingiustificata nel contratto a tempo determinato (o a termine).
  6. Casistica relativa al licenziamento per assenza ingiustificata (31 casi esaminati).
  7. Motivi di impugnazione del licenziamento per assenza ingiustificata (44 rimedi suggeriti).
  8. Dimensioni del datore di lavoro ai fini del licenziamento per assenza ingiustificata.
  9. Tutela prevista in caso di illegittimità del licenziamento per assenza ingiustificata e conseguenze per il datore di lavoro.
  10. Come contestare il licenziamento per assenza ingiustificata (impugnazione stragiudiziale).
  11. Il tentativo di conciliazione facoltativo.
  12. La richiesta di arbitrato.
  13. Il ricorso dinanzi al Giudice del Lavoro (impugnazione giudiziale).
  14. Adempimenti a carico del datore di lavoro e del lavoratore, successivi al licenziamento per assenza ingiustificata.

Tutto questo viene analizzato nella presente guida, realizzata con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, sulla base delle esperienze maturate sul campo.

Numerosi sono i precedenti giudiziari citati, i casi pratici, i riferimenti normativi e le note a corredo.

La guida costituisce un’opera unica nel suo genere, non essendo presente nulla di simile nell’intero panorama editoriale.

Essa si rivolge sia al lavoratore che al datore di lavoro.

In particolare il lavoratore potrà …

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Licenziamento illegittimo, risarcimento del danno e pagamento dell’indennità sostitutiva della reintegrazione

Un lavoratore alle dipendenze di un’azienda con più di 15 dipendenti viene licenziato.

Il lavoratore impugna il licenziamento, sostenendo che lo stesso è illegittimo.

Chiede quindi la reintegrazione nel posto di lavoro ed il risarcimento del danno, pari alle mensilità maturate dal giorno del licenziamento a quello dell’effettiva reintegrazione.

Durante il giudizio, però, il dipendente cambia idea e, al posto della reintegrazione, chiede il pagamento dell’indennità sostitutiva della reintegrazione, pari a 15 mensilità, così come consentitogli dalla legge.

Insieme all’indennità chiede altresì il risarcimento del danno, pari alle mensilità maturate dal giorno del licenziamento a quello in cui l’azienda provvederà al pagamento dell’indennità sostitutiva.

Si oppone l’azienda, secondo la quale il risarcimento del danno deve essere pari alle mensilità maturate dal giorno del licenziamento a quello in cui il lavoratore ha rinunciato alla reintegrazione, in cambio della relativa indennità sostitutiva.

Chiamato a decidere è il Giudice del Lavoro, il quale …

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Il licenziamento privo di motivazione nelle aziende con meno di 15 dipendenti

Un lavoratore alle dipendenze di una azienda con meno di 15 dipendenti viene licenziato.

Nella lettera di licenziamento, tuttavia, non v’è traccia della motivazione.

Il dipendente decide allora di impugnare il recesso, facendo valere tale vizio di forma.

Il Giudice riconosce che la lettera di licenziamento è effettivamente carente della motivazione.

Ma allora, che tipo di tutela riconoscere al lavoratore?

Sicuramente è da escludere la reintegrazione nel posto di lavoro, in quanto …

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Licenziamento e appalto: l’indennità di mancato preavviso non è dovuta dalla società committente

La società A (società committente) conferisce un appalto alla società B (società appaltatrice).

La società B porta a termine i lavori ordinati e l’appalto cessa.

Successivamente alla cessazione dell’appalto, la società B licenzia un proprio lavoratore senza dargli preavviso.

Il lavoratore, quindi, reclama il pagamento dell’indennità di mancato preavviso.

Secondo il lavoratore l’indennità di mancato preavviso ha natura retributiva e quindi può essere pretesa non soltanto dalla società B (che lo ha licenziato), ma anche dalla società A (che ha conferito l’appalto al suo datore di lavoro).

Si tratterebbe di un caso di responsabilità solidale delle due società (committente e appaltatrice).

La società A non è d’accordo e si apre un contenzioso.

Interviene sull’argomento la Corte di Cassazione, secondo la quale la società A (committente) …

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Il licenziamento per furto. Motivi di impugnazione, rimedi e tutela

Il lavoratore che si rende protagonista di furto rischia il licenziamento.

Negli ultimi anni numerose sono state le pronunce giudiziarie in materia.

Accanto alle ipotesi base del furto di cose o del prelievo di denaro, sempre più spesso si registrano decisioni che hanno per oggetto la sottrazione di documenti aziendali o il rimborso di spese non dovute.

Nonostante tali fattispecie costituiscano comportamenti estremamente gravi del dipendente, esistono diversi motivi che possono essere utilizzati per impugnare un licenziamento di questo tipo.

Tali rimedi, tuttavia, di frequente non sono conosciuti né dal lavoratore né dal datore di lavoro.

Ciò porta il datore di lavoro ad intimare licenziamenti spesso avventati, con il rischio che possano poi essere dichiarati illegittimi in sede giudiziaria, con notevoli conseguenze economiche, tali da minacciare la stessa sopravvivenza dell’impresa.

Il lavoratore, dall’altra parte, alle volte rinuncia ad impugnare il licenziamento, pensando che non esistano rimedi idonei a neutralizzare il provvedimento espulsivo; in altri casi, invece, egli contesta il licenziamento, ma senza sfruttare appieno gli strumenti che l’ordinamento giuridico gli riconosce.

La materia, di per sé non semplice, è stata resa ancor più complessa dalla recente riforma Fornero, la quale ha apportato rilevanti cambiamenti alla disciplina, soprattutto per quanto riguarda la tutela spettante al lavoratore.

Di qui l’esigenza della presente guida, dal taglio estremamente pratico, il cui scopo è quello di fungere da punto di riferimento per quanti, datori di lavoro o lavoratori, hanno la necessità di intimare un licenziamento per furto o difendersi da esso.

Di seguito vengono elencati gli argomenti trattati:

  1. Tipologia e caratteristiche del licenziamento per furto.
  2. Introduzione al procedimento disciplinare, al licenziamento per giusta causa ed al licenziamento per giustificato motivo soggettivo.
  3. Il licenziamento per furto nel contratto a tempo indeterminato.
  4. Il licenziamento per furto nel contratto a tempo determinato (o a termine).
  5. Casistica relativa al licenziamento per furto (46 casi esaminati).
  6. Motivi di impugnazione del licenziamento per furto (44 rimedi suggeriti).
  7. Dimensioni del datore di lavoro ai fini del licenziamento per furto.
  8. Tutela prevista in caso di illegittimità del licenziamento per furto e conseguenze per il datore di lavoro.
  9. Come contestare il licenziamento per furto (impugnazione stragiudiziale).
  10. Il tentativo di conciliazione facoltativo.
  11. La richiesta di arbitrato.
  12. Il ricorso dinanzi al Giudice del Lavoro (impugnazione giudiziale).
  13. Adempimenti a carico del datore di lavoro e del lavoratore, successivi al licenziamento per furto.

Tutto questo viene analizzato nella presente guida, realizzata con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, sulla base delle esperienze maturate sul campo.

Numerosi sono i precedenti giudiziari citati, i casi pratici, i riferimenti normativi e le note a corredo.

La guida costituisce un’opera unica nel suo genere, non essendo presente nulla di simile nell’intero panorama editoriale.

Essa si rivolge sia al lavoratore che al datore di lavoro.

In particolare il lavoratore potrà …

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Il licenziamento del dipendente per allontanamento dal luogo di lavoro

Sempre più spesso si sente parlare di episodi singolari provenienti dal mondo lavorativo.

Ci si riferisce ad alcune condotte del lavoratore idonee ad incrinare il rapporto con il datore di lavoro.

Tra queste, sicuramente l’allontanamento dal luogo di lavoro rappresenta un comportamento grave da parte del dipendente.

Ciò soprattutto quando l’allontanamento non è autorizzato dall’azienda.

L’addebito che in questi casi viene imputato al lavoratore è l’assenza ingiustificata, ovvero l’abbandono del posto di lavoro.

Si apre dunque un procedimento disciplinare, durante il quale il lavoratore dovrà cercare di giustificare il proprio comportamento.

Se la difesa del lavoratore non è convincente, ecco che il licenziamento per giusta causa appare la misura pià idonea a sanzionare il comportamento contestato.

In alcuni casi, poi, l’infrazione disciplinare non è isolata, ma accompagnata da altre condotte altrettanto gravi.

E’ il caso del dipendente che, oltre ad abbandonare il posto di lavoro, si rende protagonista della …

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