La forma e la motivazione del licenziamento

Il datore di lavoro deve comunicare per iscritto il licenziamento al lavoratore.

Qualora il datore di lavoro intimi un licenziamento in assenza di forma scritta (c.d. licenziamento orale o verbale), esso è inefficace.

La forma scritta è imposta dalla legge allo scopo di richiamare l’attenzione del datore di lavoro sull’importanza dell’atto che si accinge a compiere e sulle sue conseguenze.

Allo stesso tempo la forma scritta offre al lavoratore la possibilità di conoscere l’atto stesso e la volontà del datore di lavoro di far cessare il rapporto, così da poter impugnare il provvedimento espulsivo entro il termine previsto dalla legge.

Viene così tutelato l’interesse della parte più debole del rapporto (il lavoratore) a conoscere e contestare l’atto di licenziamento.

La comunicazione del licenziamento deve inoltre contenere …

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Limiti posti al datore di lavoro per licenziare il lavoratore

L’esercizio del potere di licenziamento incontra notevoli limiti, poiché il rapporto di lavoro presenta un’obiettiva disparità tra le parti: da un lato, infatti, vi è un contraente forte, il datore di lavoro, dall’altro un contraente debole, il lavoratore.

Sulla base di tali presupposti si è sviluppata nel tempo una apposita normativa, secondo la quale il datore di lavoro può intimare il licenziamento solo in presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

In linea di massima, dunque, sono vietati i licenziamenti privi di motivazione.

In origine, tuttavia, la disciplina del licenziamento era racchiusa nei soli articoli 2118 (secondo cui il datore di lavoro poteva recedere liberamente, dunque anche senza motivazione, dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, con l’obbligo però di dare preavviso al lavoratore) e 2119 del codice civile (secondo cui il datore di lavoro può recedere immediatamente, dunque senza preavviso, dal contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato, in presenza di una giusta causa).

Solamente l’art.2119 del codice civile, dunque, esigeva …

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Il contratto di apprendistato e le tutele previste in caso di licenziamento

Il rapporto di apprendistato è un rapporto di lavoro speciale dotato di una causa mista, costituita dallo scambio tra lavoro retribuito e addestramento finalizzato all’acquisizione di una qualificazione professionale.

Lo svolgimento della prestazione lavorativa, dunque, è strettamente collegato all’insegnamento impartito dal datore di lavoro.

L’imprenditore, cioè, non ha soltanto la funzione di datore di lavoro, ma ha anche quella di fornire all’apprendista, direttamente o attraverso i suoi subordinati, l’insegnamento necessario perché possa conseguire la capacità per diventare lavoratore qualificato.

In passato si è molto discusso sul fatto che l’apprendista potesse essere o meno licenziato durante lo svolgimento del rapporto di lavoro.

Sul punto ha avuto modo di pronunciarsi la Corte Costituzionale, la quale ha riconosciuto che …

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